Bitcoin, il pioniere delle criptovalute che fa parlare di sé

Bitcoin, il pioniere delle criptovalute che fa parlare di sé

Al giorno d’oggi, molto probabilmente non ci chiediamo nemmeno se acquistare in rete sia diverso, e se si, in che modo, da acquistare attraverso l’uso di denaro contante. Siamo così abituati a non attribuire nessun tipo di differenza tra il denaro virtuale e il denaro fisico, da non rimanere ormai più stupiti dalla quantità enorme di valute che esistono al mondo. Quantità di valute che, con l’avvento del nuovo millennio e di pari passo con il monumentale affermarsi di Internet nella nostra vita di tutti i giorni, è cresciuta rispetto alle sole tradizionali unità di valuta dei singoli paesi o continenti (Euro, Sterlina britannica, Dollaro americano, canadese, australiano, Rublo, eccetera): a partire dalla fine degli anni Novanta, sono cominciate ad emergere le prime criptovalute.

Protagoniste di un altro articolo che andrà ad esplorarne la storia in maniera più dettagliata, fra loro una in particolare è riuscita ad emergere dal mondo, per così dire, di nicchia della finanza e del trading online: si tratta del Bitcoin, la cui ascesa, dal lontano 2009, anno della sua coniazione, ad oggi, ha catturato l’attenzione di miliardi di persone, protagonista di notiziari e articoli di tutti i tipi. Ma di cosa parliamo esattamente, quando parliamo di Bitcoin? Dalle sue origini fino ad arrivare al suo valore e al suo mercato odierno, andiamo oggi a scoprire qualcosa di più su questo gigante della finanza informatica.

Per iniziare, occorre ricordare un aspetto del Bitcoin che, specialmente nel nostro mondo in cui reale e virtuale spesso e volentieri si mescolano e si sovrappongono, si è proni ad ignorare o a dimenticare: si tratta di una moneta completamente virtuale, non coniabile in maniera fisica. Perciò, il suo valore, per così dire, materiale, non è soggetto al costo di stampa di esso, bensì al suo costo di generazione elettronica e mantenimento (con valore materiale si intende il suo valore equivalente in valute tradizionali, come il dollaro americano). Altra caratteristica ancor più fondamentale di questa criptovaluta è l’assenza di un sistema di controllo centralizzato, di conio e di circolazione (in parole povere, una Banca che si occupi dei suoi movimenti): generati da un software, i Bitcoin passano da un portafogli (virtuale, ovviamente) all’altro, senza passare per la mediazione di una Banca.

Per saperne di più su come funziona questo sistema, denominato blockchain, puoi consultare l’articolo dedicato alle criptovalute ed alla loro più che rivoluzionaria circolazione.

Ma tornando al nostro celeberrimo Bitcoin, andiamo ora a riferire un po’ di storia. Il software dedicato alla generazione di singoli Bitcoin è stato lanciato nel Gennaio del 2009, e da allora questa unità di valuta è stata soggetto di enormi fluttuazioni di mercato, alti e bassi che comprendono un picco, ad inizio del 2018, che vede il valore di un Bitcoin equivalere a ben diciassettemila dollari. Al giorno d’oggi, il suo valore si aggira intorno ai quattromila dollari ed è soggetto di svariate discussioni a livello internazionale: molti si chiedono, alla luce della sua instabilità inflazionaria, degli attacchi alla sicurezza del sistema e della riluttanza da parte delle Banche e dei governi internazionali, se il Bitcoin rimarrà solo una realtà online o se prenderà mai piede come valuta a tutti gli effetti (è possibile utilizzarla per commerciare in beni materiali soltanto in alcuni paesi e situazioni). Una cosa però è certa: Bitcoin ha dato inizio ad una rivoluzione finanziaria che ha messo in discussione il denaro come lo conosciamo, ed è destinata ad evolversi ancora ed ancora, andando a toccare sempre più ambienti ed individui.

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