Quando le criptovalute diventano mainstream: il caso Libra e le polemiche che ha scatenato a livello mondiale

Quando le criptovalute diventano mainstream: il caso Libra e le polemiche che ha scatenato a livello mondiale

Si tratta di una delle notizie che sta finendo nelle prime pagine delle testate di giornale di tutto il mondo, e in maniera particolare negli Stati Uniti: il gruppo Facebook ha annunciato che entro il prossimo anno (si ipotizza entro la fine del 2020) introdurrà una criptovaluta da loro sviluppata, a cui è stato dato il nome di Libra. Il motivo principale per il quale il nome di Libra sta facendo il giro del mondo, però, non è perché Facebook la stia pubblicizzando in maniera massiva all’interno dei circuiti dell’omonimo social network, bensì perché questo progetto sta ricevendo al momento numerose ed aggressive contestazioni da parte di molti, ed in maniera particolare da parte di istituzioni governative non solo negli Stati Uniti.

In questo articolo, cercheremo di far luce su di cosa si tratta (o meglio, di cosa si tratterebbe se dovesse effettivamente prendere piede), qual è la storia di Libra ad oggi, e quali sono i punti principali esposti da coloro che si oppongono alla riuscita di questo progetto.

Per iniziare, occorre introdurre il contesto nel quale l’ipotesi di questa nuova criptovaluta è stata concepita. I lavori di ideazione di Libra sono cominciati un paio di anni fa, nel 2017, finanziati dal ed all’interno del gruppo Facebook stesso. Il team nel frattempo è cresciuto per numero di ingegneri dedicativisi, e il gruppo ha annunciato per la prima volta che era in corso un progetto di ideazione di una moneta virtuale verso la metà di quest’anno (2019). Al principio, si pensava a Facebook Coin come nome, poi cambiato in Libra in occasione dell’annuncio a Giugno di quest’anno. Durante il corso della scorsa estate, Facebook ha rilasciato ulteriori dichiarazioni relative all’ipotesi di lancio nel 2020, e al fatto che il gruppo non ha intenzione di mettere in attività Libra fino a quando non avrà ricevuto il via libera da parte dell’organo governativo statunitense addetto all’approvazione di queste iniziative.

Le polemiche non si sono fatte attendere: sia esponenti politici USA che europei hanno sin da subito espresso i loro dubbi a riguardo dell’introduzione di Libra, una nuova valuta mondiale la cui presenza, come affermato dal Ministro della Finanza francese, rappresenterebbe una minaccia per la sovranità economica delle singole nazioni. Inoltre, l’assenza di precedenti regolamentazioni sul mercato delle criptovalute in generale è stata ribadita come avvertimento dei potenziali rischi di frodi di ogni tipo.

Vale inoltre la pena specificare, non si tratterebbe di una moneta decentralizzata come il Bitcoin o altre criptovalute, per così dire, tradizionali: la Libra Foundation, istituita come organo di controllo di questa nuova valuta, svolgerebbe, in sintesi, il ruolo di una Banca tradizionale nell’approvazione delle singole transazioni, al contrario dei meccanismi di base che caratterizzano il sistema della blockchain (se vuoi saperne di più, puoi consultare la nostra breve guida alle basi delle criptovalute). Altro fattore che ha fatto sollevare non poche sopracciglia, nonostante l’obbiettivo di esso sia, in fin dei conti, quello di garantire a Libra una stabilità inflazionaria che manca a Bitcoin e alle altre monete virtuali.

Mentre attendiamo maggiori sviluppi da parte del gruppo dietro a Libra, e da parte dei suoi oppositori, ci chiediamo quale sarà la risposta dell’opinione pubblica, e quali strategie di marketing Facebook e la Libra Foundation adotteranno per portarla dalla loro parte.

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